DIREZIONE GENERALE: Sostenibilità Operativa o Controllo del lavoratore?

Si stenta a dare un segnale di attenzione a tutto il personale della DG

La Banca continua a prendere provvedimenti che di fatto fanno “Figli e Figliastri” anche nella Direzione Generale: con l’ultima Comunicazione di venerdì 30 pubblicata su Echonet, abbiamo appreso che chi già poteva effettuare flexi al 66%, può essere autorizzato dal suo Responsabile ad ampliare tale percentuale di lavoro da remoto (volendo anche fino al 100%), mentre coloro che lavorano presso Strutture autorizzate al flexi al 50% non possono beneficiare di tale trattamento.

Ma come vengono individuate le strutture che possono o non possono andare oltre il 50% e arrivare anche al 100% di lavoro a distanza? Sono i responsabili che dovrebbero assumersi l’onere di proporre i propri uffici ai loro superiori per “sforare” con le percentuali stabilite, di fatto garantendo la sostenibilità operativa del lavoro agile.

L’azienda ci ha ribadito, a più livelli, che non si va su percentuali di lavoro a distanza più alte perché in alcune strutture si evidenziano dei task che vanno effettuati in presenza, e quindi come regola generale l’azienda non ha potuto andare oltre.

La nostra domanda rimane la stessa: ci siamo persi qualche cosa oppure quando eravamo in lockdown gli uffici della Direzione Generale hanno comunque garantito una produttività elevata portando a termine regolarmente il lavoro assegnato?

Purtroppo l’azienda evita di confrontarsi con le organizzazioni sindacali circa l’organizzazione del lavoro e quindi non essendoci rappresentanti dei lavoratori nella cabina di regia (o comitato di crisi) siamo costretti a sfruttare anche i comunicati per obiettare ai motivi che porterebbero tante persone a dover frequentare i luoghi di lavoro in un periodo in cui si viaggia a 30.000 contagi al giorno, ma possiamo fare appello ai responsabili affinché abbandonino le “manie di controllo” abbracciando una visione “cooperativa del lavoro”, responsabilizzando i propri collaboratori e facendo vedere che “umanità” e “produzione” possono tranquillamente andare a braccetto quando si ha bene in mente che il primo fattore di produzione delle aziende di servizi sono proprio i lavoratori!

Rimarchiamo che la storia dei due polli di Trilussa non funziona e non si può dire che il building è in sicurezza perchè le presenze sono costantemente al di sotto del 40% quando poi alcuni responsabili chiedono agli uffici di loro gestione di stare tutti insieme il più possibile creando settori stracolmi di persone e settori praticamente deserti (vedi 4° piano).

Vista l’opportunità di limitare al massimo le presenze in sede perché non lasciare per tutti la possibilità di chiedere l’estensione del lavoro in flexi anche oltre il 66%?

Succede anche che in una prima versione del Comunicato (del 30 ottobre) si estendeva la possibilità di andare oltre con il flexi a tutti, compresi coloro che sono stati autorizzati al 50% e che, prontamente, la versione è stata corretta in maniera restrittiva, ingenerando ancora più frustrazione nei colleghi che si sentono “figliastri” in direzione generale.

Le scriventi Organizzazioni Sindacali con rammarico sono costrette a constatare che chi è deputato a prendere decisioni per far fronte al difficile momento, continua a dimostrare una sostanziale inadeguatezza.

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