Milano: Licenziato e senza Rispetto

Non è uno scherzo: è accaduto in un’azienda “Top Employers”. E’ stato licenziato un collega a Milano che da quasi quarant’anni ha lavorato in rete, sempre in prima linea, conosciuto e apprezzato da tutti, colleghi, clienti ed Azienda fino al fatidico giorno del licenziamento (per fatti accaduti mesi prima).

Una storia la sua che, indipendentemente dalle motivazioni che hanno portato alla decisione aziendale, ha visto un’ingiusta ed incomprensibile conclusione. Come in una trama da romanzo poliziesco di quart’ordine, dopo oltre nove mesi di attesa, da quando il fatto che ha determinato il procedimento disciplinare è accaduto, improvvisamente è stato messo in scena, da parte dell’azienda, l’atto finale.

La notifica è avvenuta attraverso le risorse umane locali, che dopo la comunicazione fatta al collega durante il normale lavoro allo sportello, l’hanno affiancato durante le operazioni di chiusura e l’hanno accompagnato all’uscita; comportamento che pur nel tentativo di passare inosservato ha lasciato stupefatti colleghi e clienti presenti.

Le fredde formalità di restituzione degli strumenti professionali e l’allontanamento senza lasciare spazio per avere dai colleghi una parola di conforto, dopo tanti anni passati insieme è stato sgradevole e inutile.

Quarant’anni passati in quell’agenzia cancellati in pochi minuti, “preso per un orecchio” e messo alla porta, come un ragazzino per non dire peggio, punito ed umiliato.

Probabilmente un comportamento dovuto alla decisione presa sul provvedimento disciplinare che riteniamo troppo severa per quanto è successo e per il passato irreprensibile del collega che ha dimostrato impegno costante nel suo ruolo fino all’ultimo giorno compreso.

Quanto accaduto ha sconvolto tutti i colleghi della piazza milanese, che hanno pensato che avrebbero potuto essere al suo posto.

C’è rabbia e indignazione per un comportamento che non ti aspetti da parte di una Banca alla quale in questi mesi è stato dato molto da tutti i colleghi della rete, come del resto essa stessa ha riconosciuto, sia per mole di lavoro che per coraggio, non facendo mai venire meno il senso di responsabilità, spesso facendosi carico di diverse mansioni contemporaneamente con tutto lo stress che ne consegue.

Esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti del collega della cui buona fede non dubitiamo ed esortiamo BNL a mettere in pratica i principi del rispetto della persona evitando che episodi simili si ripetano.

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