LA SASSATA WEB: C’ERA UNA VOLTA LA BANCA NAZIONALE DEL LAVORO – N.24

C’ERA UNA VOLTA LA BANCA NAZIONALE DEL LAVORO

Storia di un Licenziamento

di Joseph Fremder


Mi rivolgo a tutte le brave persone che ogni giorno lavorano per la Banque Nationale du Travail (ex BNL), mi rivolgo a voi carissime lavoratrici e carissimi lavoratori che di questi tempi di COVID 19 avete messo sul piatto della vostra indiscutibile serietà anche il rischio della vostra salute e perché no, anche della vostra vita.

Mi rivolgo a voi brave e oneste persone che vi siete anche affezionate alla ex BNL pensandola ancora banca capace di distinguere e ragionare, capace di ricordare e quindi di avere memoria storica verso ognuno di voi, verso tutte le brave e oneste persone. Da oggi è bene che tutti voi sappiate che la Banque Nationale du Travail non ha più nulla a che spartire con la vecchia BNL.

A Milano, all’agenzia 6 è stato licenziato un lavoratore a cui mancavano un paio d’anni per andare in pensione dopo 40 anni di lavoro svolto con “attaccamento all’azienda, senso del dovere, responsabilità, lealtà, dedizione e rispetto della normativa” (sono le parole che ha scritto alla Banque Nationale du Travail all’interno di una lettera per descriversi e ricordare i suoi 40 anni di lavoro).

Viene licenziato per un furto avvenuto nella sua postazione da persone che vengono filmate mentre rubano quel sacchetto contenente denaro che lui, unica volta durante i suoi 40 anni di ottimo e onesto lavoro, aveva (questa volta) lasciato sotto il bancone del proprio box anziché riporlo in cassaforte.

Il furto avviene il 9 gennaio dell’anno COVID 19, i filmati vengono subito visionati dalla Banca francese ma al lavoratore verrà comunicato il licenziamento il 21 ottobre dello stesso anno per giusta causa e perché è venuto meno l’elemento fiduciario.

Il collega ha continuato a lavorare per circa 10 mesi nella stessa agenzia, gestendo i mezzi forti, ritirando plichi con denaro e valori, maneggiando denaro, facendo da interfaccia con la solita clientela dell’agenzia, avendo la gestione delle chiavi dell’agenzia che spesso viene aperta proprio da lui. (tutto ciò per scelta aziendale!)

Tutto ciò sicuramente per scelta quantomeno “originale” visto che la Banque Nationale du Travail licenzierà il lavoratore perché dice di non avere più fiducia ma gli lascia casseforti, soldi, chiavi e clientela per 10 mesi quando la legge, alla luce dei cattivi pensieri del padrone francese, le consente di poter utilizzare da subito una più tranquillizzante “sospensione cautelativa”.

Mi rivolgo a voi brave e oneste persone alle dipendenze di qualcuno che di diverso da voi non ha solo la lingua parlata ma certamente la considerazione dell’umana persona.

Licenziare un lavoratore per un errore che ha permesso a dei rapinatori di rubare qualche decina di migliaia di euro è cosa che non sta in piedi, ma licenziare un lavoratore che per la prima volta sbaglia in 40 anni di lavoro rispettato e rispettabile può essere apostrofato solo con una parola “vergogna!”.

Nella Banque Nationale du Travail non c’è più spazio per l’umana comprensione, c’è spazio per il Far West dove però solo uno ha la pistola.

Voi brave e oneste persone che lavorate ogni giorno non dimenticatelo e il sindacato non lo dimentichi mai! Ora chi ha voluto questo licenziamento, chi ha provato ad infangare 40 anni di vita lavorativa immacolata non può certo immaginare quello che questo lavoratore sta provando, perché per poterlo anche solo immaginare  bisognerebbe avere percorso almeno 40 anni di lavoro “specchiato”.

Per assomigliare e compiacere il più possibile il re sole (roi soleil in francese) gli italici incaricati alla consegna della sentenza bancaria di “condanna a morte” cercano sempre di imitarne i toni e le movenze riuscendo a risultare sicuramente disumani verso il condannato, cosa che ascoltando con attenzione Fabrizio De Andrè nel testo della storica e immortale “Bocca di Rosa” non accade di certo ai due militari visto che “il cuore tenero non è una dote di cui siano colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l’accompagnarono malvolentieri.”

“Ce n’est que un debut continuons le combat” urlavano in Francia, perché a me e ai lavoratori della ex BNL non sfugge che c’è francese e francese, c’è chi lotta per un mondo migliore e chi con le proprie scelte lo rende peggiore.