JE SUIS UN TRAVAILLEUR HONNÊTE

Je suis un travailleur honnête

Storia di E.S., licenziato da Bnl

Oggi lanciamo una nuova iniziativa, un’iniziativa davvero doverosa e che rappresenta in sé ciò che da sempre Unisin Gruppo BNL cerca di essere: un Sindacato vero, al fianco delle persone, combattivo, creativo.

L’episodio da cui nasce questa iniziativa ormai lo conosciamo tutti: il licenziamento del nostro collega e amico di Milano, E.S.

Si è trattato di un licenziamento tanto assurdo quanto disumano: ne hanno parlato ampiamente con i loro articoli Joseph e Savino dalle colonne della nostra Sassata.

Qui si vuole fare qualcosa in più: creare uno spazio, a disposizione di tutti, per raccogliere i tantissimi messaggi di solidarietà che ci stanno pervenendo. Sia chiaro, si tratta solo dell’inizio di un percorso che Unisin intende portare avanti in tutte le sedi rivendicando giustizia per E. S., ma questi messaggi necessitavano di un luogo di espressione: vogliamo lasciare traccia di una manifestazione tanto coesa e unita dei lavoratori della BNL.

Potrete accedere alla sezione dedicata ai messaggi direttamente dal menù del sito, o cliccando qui, e sappiate che sarà costantemente aggiornata con i messaggi che continueranno a pervenire. Essi ci sono giunti firmati, ma li pubblichiamo in maniera anonima perché, vista la disumanità che la Banca ha dimostrato in questa vicenda, non intendiamo esporre i colleghi a ritorsioni.

Intanto, ve ne proponiamo un piccolissimo estratto.

Il primo messaggio è proprio quello di Tommaso Vigliotti, Segretario Responsabile di Unisin Gruppo BNL.


Non conosco personalmente E. ma forse proprio per questo mi viene ancora più naturale pensare che, anche in una grande azienda, chi prende certe decisioni, debba assolutamente domandarsi “con chi ho a che fare? La vita di chi sto determinando? La storia professionale di chi sto decidendo in maniera irreversibile e inappellabile?”
Leggendo le prime testimonianze spontanee ci è venuta l’idea di questa iniziativa e, personalmente, mi sono reso conto che ci troviamo di fronte ad una persona la cui storia aziendale è inappuntabile e che una distrazione, un errore, per quanto gravi possano essere gli effetti, non possono compromettere del tutto e definitivamente.
Facciamo questo per E. ma anche per tutti gli altri colleghi che continuano a vivere e lavorare per la Bnl. 

TOMMASO VIGLIOTTI 

Segretario Nazionale Unisin – Segretario Responsabile Unisin Gruppo BNL


Penso che il 21 ottobre scorso non si è solo rotto il rapporto di fiducia che legava la BNL ad E., ma è venuto meno il rapporto di fiducia che lega noi tutti a questa Banca che improvvisamente stentiamo a riconoscere.


Questo scenario è esasperato ma vuole esprimere la tensione e la paura con cui affronto la mia giornata…  tutti i giorni… perché se malauguratamente farò un errore, inconsapevolmente e in buona fede, rischierò di perdere il posto di lavoro e di essere presa a calci e trattata come un criminale… quello che è successo al caro E.


Ho lavorato con E. 4 anni. Sono sconvolto dalla decisione presa nei Suoi confronti. Nella mia esperienza in Agenzia con Lui ho potuto constatare la bontà e la bellezza della persona e del lavoratore. Collega sempre disponibile, ci si aiutava a vicenda senza neanche bisogno di doverlo chiedere. Si era una squadra e lui era uno dei collanti tra tutti noi…


Per i clienti l’Agenzia era lui, così come per noi colleghi lui è sempre stato un supporto ed una memoria storica importantissima.


Ho appreso con sdegno la decisione della banca. Una decisione che non mi sarei mai aspettata venisse presa nei confronti di un lavoratore serio e onesto come te. Una banale distrazione che sarebbe potuta accadere ad ognuno di noi che da sempre siamo in prima linea e diamo il massimo per soddisfare al meglio la clientela con velocità e precisione. Ma siamo umani e, come tali, non siamo infallibili… Personalmente non ho mai messo in dubbio un solo istante la tua onestà.


Per seguire i clienti e per l’immagine della banca, spesso ci troviamo a fare più cose contemporaneamente. Ma questo non viene preso in considerazione e basta un errore per essere puniti senza possibilità di scampo. Per questo ti sono vicino e hai tutta la mia solidarietà.


E. è sempre stato una persona vigile e corretta ed è sempre stato sicuro lavorare con lui e non meritava certo una punizione a dire poco disumana. Sono con lui.


Un gesto di solidarietà a cui non posso sottrarmi, con il collega E., ho trascorso anni di lavoro, l’ho sempre visto presente alle richieste dell’Istituto, sempre disponibile ad aiutare, a soddisfare le esigenze della clientela.


Ho appreso con meraviglia e sgomento la notizia del licenziamento di E. S. Ho lavorato con Lui quasi 5 anni all’agenzia 6 e sin dal mio insediamento con il ruolo di direttore di agenzia, ho apprezzato la dedizione  e la capacità di E. di gestire e coordinare le casse.  A E. va tutta la mia stima per la collaborazione che mi ha dato nei quasi 5 anni di permanenza alla 6.


Alla notizia del tuo licenziamento: incredulità, sgomento, senso di vuoto. Poi disprezzo, sdegno e rabbia nei confronti di chi ha preso una tale decisione, ingiusta e disumana…


Abbiamo fatto un pezzo di strada insieme, spesso confrontandoci ed aiutandoci a superare le problematiche lavorative, noi che eravamo in prima linea, sotto stress continuo uno stress che, subdolo, lavora ai fianchi ed erode e apre le porte e rende possibili piccoli e grandi errori.


Ha sempre dato una sensazione di sensibilità al lavoro, attenzione, mi diceva che non dormiva di notte per quello che lo aspettava il giorno successivo e per la tanta mole di lavoro che doveva svolgere…


Era molto ansioso perché sentiva il peso del ruolo e la responsabilità di ciò che gli avevano assegnato e che quotidianamente si doveva fare.


La buona fede deve essere sempre tutelata, altrimenti si potrebbe dare adito e modo di far pensare che la persona non vale più nulla, assimilandola ad un robot. Grazie E. per quello che mi hai insegnato e per la tua persona. Un grande abbraccio.


Siamo tutti noi perché in casi analoghi la NOSTRA Banca, non aveva mai licenziato un collega E. siamo tutti noi perché la LORO Banca è come se ci avesse licenziati tutti. E allora forza E. non sei solo. TI abbraccio.


Non si possono cancellare con un colpo di spugna così tanti anni di servizio dedicati alla nostra utenza ed al nostro datore di lavoro cercando di fare il meglio ogni giorno per l’uno e per l’altro.


Sono molto amareggiata per il trattamento riservato ad  una così brava persona,  sempre dedita al lavoro e sempre anche molto disponibile con i colleghi.


Sarebbe bello che qualcuno avesse il coraggio e la forza di ammettere l’errore. Sarebbe bello che ci fosse una rivolta, da parte di tutti, a questa ingiustizia. Perché è chiaro che, quanto è capitato a E., riguarda ognuno di noi; potrebbe essere inflitto, con la stessa noncuranza, con lo stesso scarso inesistente rispetto, con lo stesso atteggiamento disumano e violento, ad ognuno di noi. Nessuno di noi sarà più uguale dopo questa incredibile involuzione dei rapporti umani.


Io in tanti anni di Bnl Non ho mai visto una cosa così Se è un segnale: Zitto lavora non chiedere nulla e non sbagliare mai se no…quella è la porta! Se è un monito per noi, se è un inizio di clima del terrore Fermiamolo! Solidarietà, solidarietà…. Egalite’ Fraternite’ Humanite’ – Camille Dei Mulini


Non conosco direttamente il collega E. S. ma pur facendo l’avvocato del diavolo, è del tutto inspiegabile come E. possa aver svolto per tanti mesi dopo l’accaduto la stessa mansione, pur essendo venuto meno il rapporto fiduciario. Ecco, questo la Banca me (ce) lo deve proprio spiegare se non vuole che il rapporto fiduciario siamo noi a perderlo.


Mai sentito commenti negativi sulla sua persona anzi penso che sia stato un pilastro della ag. 6 per tutti gli anni che ha dedicato. La notizia in breve ha fatto il giro dei colleghi ed e’ anche arrivata a me da un collega sconvolto per il fatto.


Una decisione e un comportamento ignobile, disgustoso, ingiustificato e ingiustificabile nei modi e nelle motivazioni. Conosco E. S. da quando sono entrato in banca (1983) e posso garantire di aver raramente conosciuto persona più seria, gran lavoratore, sempre a disposizione di tutti, clienti e colleghi.


L’ingratitudine umana è più grande della misericordia di Dio. Forza E. ! non ti abbattere ma combatti questa vera e propria ingiustizia! Siamo tutti con te ed avrai tutto il nostro sostegno


Buon giorno a tutti, esprimo tutta la mia solidarietà  nei confronti di E., che non conosco personalmente,  ma di cui ne ho  sentito parlare SOLO BENE. Coraggio! Coraggio!


Sono vicinissimo al collega E. S. Quello che sta vivendo è l’evidenza ed è la conferma di una ormai radicata “arroganza del potere” permessa e supportata da uno stato che dimentica le proprie lavoratrici e i propri lavoratori, da sempre linfa vitale di questa nazione. Sono arrabbiato… salutami il collega… aiutatelo in ogni modo!!!!!


Da pensionato Bnl sono rimasto allibito da questa vicenda. Se ancora esiste un minimo di solidarietà all’interno della Bnl questo è il momento di dimostrarlo. Per quanto mi riguarda sarò da contenitore e trasmettitore al fine di rendere pubblico anche all’esterno di quello che sta succedendo lì e in tutte le situazioni simili in altri luoghi di lavoro.


Una verità da brividi… Un virus molto più letale del Covid-19 si aggira fra di noi…


La sensazione immediata che ho provato venendo a conoscenza di quanto accaduto è stata di totale smarrimento, mi è mancata la terra sotto i piedi… non oso immaginare quello che ha provato E. e come si possa sentire adesso…


Ho appreso con meraviglia e sgomento la notizia del licenziamento di E. S. Ho lavorato con Lui quasi 5 anni all’agenzia 6 e sin dal mio insediamento con il ruolo di direttore di agenzia, ho apprezzato la dedizione  e la capacità di E. di gestire e coordinare le casse.  A E. va tutta la mia stima per la collaborazione che mi ha dato nei quasi 5 anni di permanenza alla 6.


Non riesco a capacitarmi che questa storia possa essere accaduta realmente… È davvero strano… più ne so e più sembra irreale. La verità è che, sempre più spesso, la realtà supera la fantasia e, quasi mai è un bene.