LA SASSATA WEB: CHALLENGE – N.49

Alla luce dei recenti interventi sindacali, in merito alla legittimità della nascita di molteplici Challenge, continuamente stigmatizzati dall’azienda, non sorprende che l’attuale management tiri fuori dal suo magico cilindro l’ennesima Challenge, questa volta incentrata sul numero di pratiche di aggiornamento, attraverso la nuova procedura TUC (Tool Update Cliente) “su cui si basa il processo Automatizzato di revisione, a cura del Gestore, della “Know Your Customer (KYC)” riferita alla clientela persone fisiche con l’ausilio di un Robot che accede ai sistemi Anagrafe e Tool KYC.”

In considerazione della novità della procedura, molti sono gli elementi che la rendono al momento poco incisiva, a partire dall’ assenza di documenti anagrafici e fiscali scansionati e riutilizzabili, caratteristica fondamentale per dare avvio al processo KYC automatizzato.

La problematica impatta quindi in modo incisivo sull’operatività quotidiana dei colleghi della rete, già investiti di obiettivi commerciali molto pressanti.

In considerazione dell’importanza della fase di avvio di detta procedura, che ribadisco essere l’acquisizione di documenti anagrafici e fiscali, elemento fondamentale per il corretto riconoscimento della clientela, anche in ottica di monitoraggio ai fini dell’antiriciclaggio e antiterrorismo, mi sfugge la logica della Challenge, della sfida a chi farà prima a smarcare questo ennesimo obbiettivo.

In un’ottica di competizione, alimentata da asfissianti mail provenienti da chiunque in un gioco infernale e perverso, chiedo all’azienda, con quale e quanta accuratezza i nostri colleghi possono svolgere correttamente il loro lavoro, in base alle vigenti normative aziendali e Nazionali, senza veder violato il loro diritto a poter svolgere dette attività con tempi e modi adeguati e senza che la Banca possa incorrere in danni reputazionali?

Chi somministra un questionario KYC è direttamente co – responsabile delle informazioni riportate nel Questionario e della documentazione allegata.

L’azienda ha dotato il personale di mezzi adeguati allo scambio di documentazione con il processo “File Secure Sharing”, che prevede lo scambio di documenti tramite mail protetta da password ed un tempo variabile di risposta da parte del cliente.

Attraverso questo processo la Banca ci indica il modo di raccogliere la documentazione, non tramite scambio diretto di mail o messaggi Whatsapp tra Gestori e Cliente (metodi molto più veloci e incisivi in un’ottica di lavorazione Challenge, che magari un domani, alla luce di una contestazione di un cliente, vedrebbe cadere dal pero proprio il manager che ci ha pressati a far prima, prima, prima).

Il diritto – dovere a lavorare secondo quanto dettato dalle norme attualmente vigenti in modo professionale è superiore qualsiasi logica di Challenge che sottintende l’unico obiettivo di esser primi, ma primi in cosa?

Qualità o Quantità? Questo è il dilemma per qualcuno……..mi sa.