Dall’incontro con l’A.D. alla Diffusione di Voci Allarmanti

Lo scorso 25 maggio, come noto, i Segretari Responsabili dei Sindacati della BNL hanno incontrato l’A.D.; nelle settimane successive abbiamo assistito alla diffusione di voci, più o meno incontrollate, circa misure che potrebbero essere adottate nel prossimo Piano Industriale. Non vi è certamente alcun nesso causale tra i due eventi, ma alcune riflessioni si rendono doverose.

Partiamo dall’inizio. Abbiamo rivolto alla nuova A.D. le congratulazioni per il prestigioso e “pesante” incarico e gli auguri di buon lavoro, nell’ottica che, seppur come controparti, abbiamo tutti a cuore il benessere della collettività aziendale.

Dal suo discorso si può individuare una parola d’ordine che dovrebbe guidare gli interventi del prossimo piano industriale: “agilità”, intesa come sfida per essere più innovativi e più efficienti.

Tra i valori cui l’A.D. ispira la propria azione e che condividiamo pienamente, possiamo citare: la tutela della diversity, che deve essere considerata un valore aggiunto a tutti i livelli, attraverso politiche sempre più inclusive; la valorizzazione del patrimonio umano; le persone come “cuore” dell’organizzazione aziendale.

Le direttrici del prossimo piano industriale saranno: trasformazione evolutiva per aumentare la soddisfazione dei clienti e dei colleghi; ulteriore spinta alla digitalizzazione declinata in un’ottica di tecnologia al servizio delle persone e non viceversa; fare “ecosistema”, inteso come maggiore integrazione e trasversalità tra i vari comparti aziendali, tra le aziende del gruppo, tra le partnership. Elementi caratterizzanti saranno il miglioramento della qualità del servizio ed il contenimento dei costi al fine di allinerali ai valori medi di mercato.

Sullo smart working, l’A.D. assicura la volontà di ricercare, usciti dalla fase emergenziale, una soluzione equilibrata, attraverso l’ibridazione tra modelli tradizionali di presenza fisica e forme di lavoro da remoto. Il Sindacato ha ribadito che il punto di riferimento non può che essere il quadro delineato dall’accordo di rinnovo dell’attuale CCNL.

Come Sindacato abbiamo denunciato l’insostenibile clima che si respira, soprattutto in rete, dovuto alla miscela micidiale fatta di carichi di lavoro sempre più elevati, organici in perenne sofferenza e pressioni commerciali assurde. Anche in vista del piano industriale, abbiamo evidenziato che la politica dello “spremere fino all’ultima goccia” non funziona e non può funzionare. Le colleghe ed i colleghi hanno sempre dato il massimo e continueranno a fare del proprio meglio, ma vanno aiutati, vanno messi nelle condizioni di offrire al cliente il servizio di massima efficienza e qualità cui si aspira e non vanno ostacolati o messi in ulteriore difficoltà con richieste continue e assurde di report e previsioni di vendita e con pressioni di vario genere, oramai intollerabili sia nei modi che nella forma. Su questo tema delicatissimo, l’A.D. sembra voler lavorare per una inversione di rotta, anche attraverso un monitoraggio dei comportamenti affinché, a tutti i livelli, si adottino i “giusti comportamenti”. Ausichiamo che alle buone intenzioni seguano azioni concrete e, come Sindacato, continueremo a lavorare in questo senso.

Sul tema della riduzione dei costi, abbiamo ricordato ed evidenziato che le colleghe ed i colleghi hanno fatto ampiamente la propria parte, addossandosi sacrifici enormi non solo col precedente piano industriale (di cui ricordiamo, solo a titolo di esempio, le giornate di solidarietà, il contenimento degli straordinari, gli allungamenti dei percorsi di carriera) ma, in questi ultimi anni, anche con ulteriori riorganizzazioni della rete e della DG che hanno visto, anche attraverso il ricorso a quota 100, un ulteriore ridimensionamento degli organici. Come UNISIN riteniamo che adesso bisogna agire sulla qualità dei costi che si vanno a colpire se si desidera davvero rendere più efficiente l’azienda.

Infine, abbiamo ricordato il ruolo che storicamente ha svolto il Sindacato in BNL, aiutando in maniera decisiva a superare i momenti più bui della storia aziendale e, abbiamo evidenziato che, seppur nell’arco di pochi mesi siano stati rinnovati i vertici dell’azienda (Presidente e AD) e dell’ufficio Politiche del Lavoro, la prima linea manageriale è sostanzialmente la stessa da tanti anni e se i risultati ancora non soddisfano a pieno, tanto da ipotizzare ancora una volta interventi drastici, forse bisognerebbe agire in ottica di rinnovamento anche a tali livelli, laddove certe strategie vengono definite ed attuate.

È questo che ci porta alla seconda questione: le fughe di notizie sulla prossima riorganizzazione, irresponsabilmente rilanciate e alimentate in assenza di certezze e ufficialità.

Sia chiaro: come UNISIN non rincorriamo e non commentiamo voci, né intendiamo generare allarmismi. Insieme a tutte le altre OO.SS. abbiamo chiesto chiarimenti all’azienda e non intendiamo rimanere inerti in attesa.

Cessioni di rami d’azienda, scorpori, alienazioni di società del gruppo e quant’altro taluni starebbero eventualmente immaginando o costruendo saranno respinte da UNISIN con tutta la forza di cui siamo capaci. Come detto, le lavoratrici ed i lavoratori hanno già dato: oltre ai tagli ed ai sacrifici ricordati sopra, come dimenticare l’esperienza di BPI? Alla fine si è chiusa bene, anche grazie alle tutele contenute negli accordi sindacali, con il rientro delle attività e del personale nelle aziende di origine (salvo che per alcuni “condannati” come l’ufficio acquisti ex Findomestic) ma che giudizio dare dell’intera operazione che è svanita come neve al sole non appena l’interpretazione della normativa comunitaria sulla fiscalità dei consorzi bancari è cambiata a seguito delle sentenze della Corte di Giustizia UE? La risposta è una sola: ennesima mera operazione di contenimento dei costi priva di qualsivoglia visione strategica e di business (al contrario di quanto alcuni avevano la faccia tosta di sostenere).

Le misure di cui si sente parlare nei corridoi della banca non sarebbero altro che, ancora una volta, una mera operazione di taglio dei costi! Fino a quando si pensa di coprire l’inefficienza di un’azione strategica sul mercato, decisa ed attuata da anni e anni sempre dagli stessi top manager, con tagli improduttivi? La nostra Banca va rilanciata con investimenti e non affossata con ulteriori tagli. Lo sosterremo a gran voce, con tutti i mezzi e in tutte le sedi e confidiamo che l’azionista e l’A.D. siano ancora disponibili ad ascoltare e dialogare per rivedere le eventuali misure di cui si parla.

Non possiamo infine non preoccuparci di quanto è accaduto, accade e accadrà al sistema lavoro nel nostro paese ed in particolare alle lavoratrici ed ai lavoratori a causa della pandemia e dei suoi terribili effetti sulla vita di ogni famiglia.

Il sistema del credito in generale deve essere da esempio e deve essere anche solidale verso il paese, la BNL vada nella stessa direzione e si preoccupi dei propri lavoratori capaci, come la storia ci insegna, di grandi gesti solidali verso il proprio istituto ogni qualvolta se ne sia presentata la necessità.

Ora è arrivato il momento per BNL di dimostrare che la gratitudine non può viaggiare solo in un senso.

Tommaso Vigliotti
Segretario Responsabile UNISIN Gruppo BNL
Segretario Nazionale UNISIN