LA SASSATA WEB: Che ci faccio qui? – N.53

di Piero Carcano

Perché sono qui a manifestare insieme ai lavoratori della logistica,dei supermercati, di un sindacato di base che ci faccio qui ?

Perché è morto Adil un sindacalista? Hanno ammazzato un lavoratore? Beh in fin dei conti uno dei tanti che muoiono ancora tutti i giorni in Italia sui posti di lavoro (4/5 al giorno una strage )

E poi sono qui a nome di chi ? Del mio sindacato di Unisin, sindacato di bancari o a nome dell ‘Anpi orgogliosamente della sezione del mio paese che difende a buon ragione i diritti della Nostra Costituzione o ancora in nome di Lavoro Vero movimento di pensieri per rivendicare diritti e dignità dei lavoratori sprofondati nel pozzo nero del neoliberismo…

O semplicemente perché sono umano ?

La domanda rimbalza nella mia testa mentre cammino sotto il sole lungo le strade di Novara che nasconde i suoi cittadini nelle case,oltre il cordone dei molti poliziotti in assetto da antisommossa ( che non servono, il clima è di grida, di orgoglio di lotta, di rivendicazioni ferme, ma assolutamente pacifiche ) di un pomeriggio afoso di Giugno; iInsieme a tanti tantissimi altri a fianco a me di colore di pelle, di vestiti di capigliature diversissime. Di voci,lingue le più disparate e la risposta che sintetizza tutte le altre che d’un tratto mi esce è questa: Sono qui per l’ALTRO

L’altro è fisicamente quello che è diverso da me…l’altro è quello che non mi ha chiesto nulla ma sento di dovermi spendere e fare qualcosa anche se piccola, l’altro è anche il diverso pensiero che ho urgenza di testimoniare in contrasto al comune pensiero che muove la società egoista e utilitaristica .. “Faccio solo quello che porta qualcosa a me “..di un mondo del lavoro che ci fa chiudere con paura nei nostri gusci, dei nostri posti di lavoro, nell’ azienda, la nostra, dove lavoriamo fino ad arrivare a pensare solo al nostro ufficio e poi a ME si solo a ME .

L’altro è anche il diritto di difendere la vita umana, le libertà sindacali, il diritto di sciopero e di non morire per esercitarlo,

L’altro è quello di un altro sindacato ma che in questo momento è il mio sindacato

L’altro è un pensiero diverso a quello che “ In fin dei conti ognuno oggi ha i suoi problemi se penso anche a quelli degli altri sto fresco… non ho tempo e poi”… E poi… e poi

Che ci faccio qui? Sono qui si anche e mi sento in pieno a rappresentare il mio sindacato che sono certo,non me lo devo neppur chiedere, so che è con me in questo momento, che per mille motivi i miei compagni non ci possono essere ma è come se fossero qui a fianco a me, a fianco dei miei amici: Francesco che non ci ha pensato neanche un momento a chiudere il suo negozio ed Edgardo che si vede, ha sofferenza nel camminare,nell’alzare un cartello che comunque terrà per tutta la manifestazione ma non mollerà :“Non potevo stare a casa sul divano mentre c’era la manifestazione e allora sono qui” Fratelli di Anpi,di sentimenti ..e camminiamo insieme all’ e per l’Altro : lo sri lankese, lo studente, il senegalese,l’operaio l’indiano, il vecchio e il giovane militante, la signora pacifista il giovane latinos, il marocchino che alla fine da semplice lavoratore parlerà sulla piazza senza palchi,perché non serve,solo una cassa e un furgone e basta si sta più vicino… e dirà: “ Noi marocchini siamo come i vostri partigiani quelli di tutta Europa, abbiamo morti da piangere sui luoghi di Lavoro di tutti i paesi d’Europa, abbiamo contribuito col nostro lavoro a ricostruirla dopo la guerra per questo mi rivolgo al vostro governo e ai vostri padroni rivendicando in pieno il diritto di essere uomo, cittadino, di essere lavoratore non sfruttato “

E io allora non mi sento più spettatore ma partecipe e orgoglioso e lo sento anche dal buco allo stomaco che è emozione,di partecipare ad una manifestazione che è un po’ anche un funerale laico.

Sono in mezzo ad altri migliaia di testimoni e pacifici combattenti contro l’assurdità dello spregio della vita degli uomini,dei lavoratori. Uniti, solidali contro un fatto gravissimo: la morte di Adil Belakhdim giovane sindacalista ucciso e travolto da un camion davanti alla Lidl di Biandrate durante un presidio di lavoratori . L’autista ha forzato il presidio non aveva tempo da perdere davanti a se non gli è importato che fossero uomini… è lo stesso uomini,imballaggi… tutte cose che gli facevano perdere tempo,doveva scaricare…

Che ci faccio qui.? Con questi che gridano con magliette e cappelli rossi tutti uguali : “ Tocca uno tocca a tutti “ in una pronuncia incerta, gente sottoposta quotidianamente ad uno sfruttamento massacrante, a controlli, ai ricatti alla repressione …” Se stai zitto ti faccio lavorare senno via e perdi anche il permesso di soggiorno…” Perché c’è bisogno come nell’1800 come ai tempi di “Socialismo o Barbarie “,di reagire, ricostruire la solidarietà e l’unione tra persone .,lavoratori e rivendicarne insieme i diritti contro un sistema di padroni che spesso non conosci nemmeno,che, come dice piangendo il giovane srilankese amico fraterno e compagno di Adil “ Ci sfruttano e non pagano nemmeno le tasse nel nostro Paese” ..perchè lui a pieno titolo, per diritto “di sangue” perso dal suo amico, lo può ben dire che si sente italiano

E Tutto questo non è anche difendere la Nostra Costitutizione ?

’Che ci faccio qui? Mi chiedi ancora…

 

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