Banche, Damiano: Da Cessioni Ramo Azienda BNL Gravi Rischi

Riportiamo di seguito una dichiarazione dell’On. Cesare Damiano, già Ministro del Lavoro, su quanto avviene in Bnl.

 

 

Roma, 8 lug. (LaPresse) – “Stiamo monitorando con attenzione e preoccupazione quanto sta accadendo in BNL. Ne hanno parlato alcuni giorni fa gli organi di stampa e continuano a inseguirsi voci inquietanti circa il prossimo piano industriale che il management presenterà al sindacato il prossimo settembre”. Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail.

“Si vocifera – continua – di cessioni di ramo d’azienda relative ad attività molto delicate: in particolare sarebbero interessati gran parte del back office e una grossa parte del settore della Tecnologia dell’Informazione (IT), cessioni che coinvolgerebbero oltre 800 persone, destinate a un futuro incerto al di fuori del gruppo bancario. Scelte di questo genere non si collocano certamente nella logica di una impresa che pone al centro il lavoratore in quanto persona, la sua valorizzazione e la sua tutela. Soprattutto, perché queste scelte avverrebbero a seguito di un percorso di grande sacrificio che ha coinvolto recentemente i lavoratori per il rilancio della competitività aziendale. D’altro canto opzioni di questa natura non possono non considerare le recenti pronunce giurisprudenziali di condanna su cessioni di rami d’azienda realizzate proprio nel settore bancario.Trovo comprensibili e condivisibili i timori espressi unitamente dalle organizzazioni sindacali operanti in BNL: la notizia della cessione dell’80% di Axepta a Worldline, inoltre, ha colpito molti osservatori perché si fatica a comprenderne fino in fondo le ragioni”.

“Dobbiamo monitorare quanto sta accadendo perché è a rischio la tenuta dell’occupazione e il destino di centinaia di lavoratrici e lavoratori, oltre che il futuro di un primario gruppo bancario. La politica e le istituzioni dovranno vigilare e pronunciarsi su quanto l’azionista francese BNP Paribas e il management della Bnl intendono mettere in atto nei prossimi mesi”, conclude.