La BNL da i Numeri!

Al management gli utili, ai lavoratori le perdite?

Le Organizzazioni Sindacali di Bnl apprendono con favore gli eccellenti risultati del Gruppo e dell’azienda del primo semestre 2021, sbandierati urbi et orbi con legittimo orgoglio. Una parte di quei risultati sono stati resi possibili da una paziente e consolidata politica del lavoro che ha visto la firma di decine di accordi sindacali spesso dal contenuto innovativo nel settore.

Non altrettanta lietezza, çâ vans sa dire, ci ispira la pessima coincidenza tra tali buone notizie e i noti progetti industriali di smembramento del gruppo e di espulsione di 900 lavoratori.

Si tratta di quegli stessi lavoratori, vogliamo ricordare al management, che insieme agli altri circa 11.000 colleghi del Gruppo Bnl hanno consentito, con la propria disponibilità, competenza, professionalità e abnegazione, confermate con rinnovato spirito di sacrificio durante la lunga fase pandemica, il conseguimento di quei risultati.

Quegli stessi risultati di cui il succitato management tenta di attribuirsi spudoratamente ed in via esclusiva i meriti.

Non un grazie ai lavoratori, ma un bel calcio in culo ad una buona parte di loro. Queste Organizzazioni Sindacali sono decise a respingere il tentativo maldestro di colpire a tradimento i colleghi e, continuando la mobilitazione, sono determinate a impedire il processo di espulsione dei lavoratori facendo ricorso a tutte le forme ed i mezzi di lotta disponibili.

Rivolgiamo, inoltre, un pensiero al semianonimo cronista del Messaggero che, nella propria profonda analisi (si noti l’ironia) ha inteso insinuare che i conti di fine anno potrebbero essere “influenzati (negativamente si intende, NdR) dalle proteste dei lavoratori contro le esternalizzazioni” aggiungendo che “i Sindacati criticano le strategie industriali degli ultimi anni. Ma i dati del semestre sembrano davvero smentirli”: con la stessa profondità di analisi, ci limitiamo a far notare che se le strategie industriali degli ultimi anni (da noi criticate, lo ammettiamo) sono così valide, non ha senso far ricorso a strumenti mai praticati nel Gruppo come le cessioni di interi servizi e lavoratori.

Continuare nel solco della storia di Bnl, sicuramente con i necessari adeguamenti organizzativi utili a garantirne la competitività, ma senza intraprendere strade ignote che di certo avranno solo l’esito dei pronunciamenti della magistratura, è quanto chiediamo.

Alla nostra AD, infine, ricordiamo che l’interlocutore per il confronto sui piani industriali è il Sindacato e che il ricorso a sondaggi propagandistici tra i lavoratori, senza fare accenno alle intenzioni di scorporo e con quesiti autoreferenti, è certo un modo coreografico per “portare avanti i ragionamenti all’interno del Piano Industriale”, ma non servirà ad eludere il confronto e lo scontro con le Organizzazioni Sindacali che quei lavoratori rappresentano, a meno che non si voglia definitivamente mancare di rispetto a quegli stessi lavoratori.

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