LA SASSATA WEB: CARI PADRONI FRANCESI – N.56

di Joseph Fremder

Cari padroni francesi mi rivolgo a voi che tutto potete e quasi nulla sapete delle Lavoratrici e dei Lavoratori di questa banca e mi rivolgo a voi padroni francesi perché dopo questo scritto non possiate almeno dire “ah! Pardon non lo sapevo, ah! Pardon non lo immaginavo”.

Voi non avete avuto meriti particolari nell’acquisto di BNL, voi avevate e avete tanti soldi, beaucoup d’argents e in questo mondo deteriorato e lacerato comanda solo chi ha tanti soldi, altro che meritocrazia!

Ho fatto questa doverosa premessa prima di ricordarvi che nel 1929 la BNL era un Istituto di credito di diritto pubblico che vedeva la partecipazione del Tesoro dello Stato, della Banca d’Italia e delle Casse nazionali per le assicurazioni sociali.

Voi francesi, che avete sicuramente un rapporto importante con il mondo della cultura (sicuramente migliore del nostro), dovete sapere che la BNL nel 1935 costituì la sezione per il credito cinematografico finanziando quasi 150 film con importi che coprivano il 60% della pellicola, scelta che proseguirà anche nei decenni a seguire.

Siete seduti in luoghi dove le donne e gli uomini della BNL decisero di sostenere economicamente il progetto di Enrico Mattei da cui nascerà l’ENI e siete seduti sempre su poltrone dove altri dirigenti aiutarono il Sud del Paese attraverso la Cassa del Mezzogiorno.

Questa banca negli anni ’60 sarà l’istituto di credito più importante in Italia e verrà classificata al 9° posto nel mondo, poi cominceranno i periodi meno luminosi e quelli bui e saranno proprio le Lavoratrici ed i Lavoratori di questa banca a rimboccarsi le maniche ed a sacrificare un pezzo della propria vita per salvare la Banca Nazionale del Lavoro dal disastro esattamente quello che oggi voi non state facendo e che comunque non volete riconoscere.

Siamo usciti tutti insieme, noi popolo della BNL, dal cosiddetto scandalo della filiale BNL di Atlanta che in barba alle regole presterà all’Iraq più di 2 miliardi di dollari. Il responsabile era il direttore Christopher Drogoul che come tutti i direttori e tutti i manager non era stato messo lì dalle Lavoratrici e dai Lavoratori della Banca Nazionale del Lavoro.

Siamo usciti tutti insieme dall’attacco di Unipol e soprattutto di quel gruppetto di “brillanti” personaggi capeggiati da Ricucci che tentarono l’assalto alla BNL, assalto respinto anche per merito delle Organizzazioni Sindacali che fecero resistenza critica verso l’operazione spalleggiando l’allora Presidente Luigi Abete.

Come potrete verificare i Sindacati così come tutti i colleghi della Banca Nazionale del Lavoro non sono mai rimasti con le mani in mano ma si sono sempre battuti come leoni per rimettere in piedi una banca che ha spesso avuto gravi e grossi problemi “grazie” ad un management non adeguato e non cristallino.

Cari padroni francesi ora arriviamo ai giorni nostri e vostri così che nel maggio 2006 prende il via il progetto di integrazione con Jean-Laurent Bonnafé nuovo Amministratore Delegato.

Da allora e nonostante alcune scelte assolutamente discutibili e non condivise da parte del Sindacato, come la vendita di tanto e tanto patrimonio immobiliare, come l’apertura e la successiva chiusura di numerose agenzie, il dimagrimento e lo svecchiamento del numero di dipendenti attraverso il fondo esuberi di settore, la costituzione di un consorzio e la sua rapida chiusura, l’ultimo piano industriale “lacrime e sangue” (non certo per voi), le Lavoratrici ed i Lavoratori hanno voluto accompagnarvi nel percorso disegnato dai vostri manager, dai vostri strateghi, dai vostri leader, dandovi fiducia e supporto.

Aggiungo, perché non posso e non voglio tacere, che durante tutta la pandemia e nonostante i lockdown che si sono susseguiti, quelle Lavoratrici e quei Lavoratori, che oggi vorreste vendere al migliore offerente, sono quelle stesse persone che a rischio della propria incolumità fisica e della propria vita (senza paura d’esagerare come ben sapete) hanno permesso alla BNL francese di restare aperta e di servire la clientela con standard qualitativi sempre elevatissimi, garantendone quindi l’immagine.

Questo a casa mia si chiama senso di responsabilità, esattamente quello che oggi state dimostrando di non possedere.

Non avete aspettato un attimo di più e appena si è abbassato il livello di guardia avete colpito alla schiena con “nonchalance” proprio coloro che vi hanno teso la mano e vi hanno dato prova di grande serietà e attaccamento al proprio lavoro.

Ora vorreste sbarazzarvi di 900 persone, incuranti del momento economico che vive il Paese nel post pandemia e delle difficoltà a cui andranno incontro le famiglie e le persone e quindi il Paese stesso.

Avete fretta, cari padroni francesi, e per questo vi metto in guardia citandovi un proverbio tutto italiano ma che sicuramente potrà essere compreso da chi legge: “la gatta frettolosa fece i gattini ciechi”.

Le grandi persone si vedono e soprattutto si apprezzano quando dimostrano di essere capaci di ritornare indietro se e quando si accorgono che l’andare avanti le farà precipitare nel burrone.

In quel caso il tornare indietro rappresenta una vittoria e non una sconfitta!

Mi sento di lanciare anche un ulteriore appello proprio a voi cari padroni francesi.

In Italia registriamo da gennaio 2021 ad oggi oltre 450 morti sul lavoro, in Italia si stanno susseguendo da parte di padroni americani, inglesi, tedeschi, austriaci e si può proseguire nell’elenco, chiusure e licenziamenti attraverso e mail o sms, metodi che ricoprono di vergogna chi li utilizza perché dimostrano una totale mancanza di rispetto verso chi li ha onestamente serviti fino a ieri.

Cari padroni francesi di BNPP evitate di unirvi a questo carrozzone composto da gente che merita solo disprezzo, gente incapace di rimettere al centro delle proprie iniziative la persona con i suoi bisogni, aprite le orecchie, allargate e allungate il campo visivo e attraverso il dialogo con il sindacato troverete quelle giuste soluzioni che vi restituiranno quel ruolo guida che tutti ancora speriamo di potervi riconoscere.