LA SASSATA WEB: Uno, Nessuno o Ottocento – N.58

Lettera di un impiegato ceduto (e in eccedenza) , nell Incubo di una notte di mezza estate.

Sono un impiegato, forse tra poco ex, della Bnl.

Non importa se, dopo aver conseguito più di un titolo di studio, ho speso gran parte della mia vita in questa Banca.

Non importa se ho sempre agito con diligenza, responsabilità e senso di appartenenza a tutela di questa azienda contribuendone fattivamente alla produttività.

Non importa se non ho mai mandato un curriculum ad altre imprese, se ho realmente sempre “fatto squadra” e se ho sempre affermato con orgoglio e convinzione di essere un dipendente della Bnl.

Non importa se in tutto questo tempo io e i miei colleghi ci siamo caricati il peso delle diverse crisi che via via si sono succedute , contribuendo a raggiungere ogni volta obiettivi sempre più ,come dicono loro, ‘sfidanti’.

Non importa tutto questo se domani alla fine la mia vita lavorativa cambierà con un click, se verrà asfaltata in nome di dividendi, di soldi . Solo questo adesso rappresento io per loro : un costo in meno e quindi un numero in mezzo agli utili in crescita.

Per questo mi viene da pensare se sono Uno .. se sono Nessuno.. o se Sono Ottocento..

Ma alla fine, al nostro illuminato management, cosa importa se siamo uno, nessuno o 800?

Uno nessuno o 100 mila di pirandelliana memoria nell’accezione di disgregazione dell’individuo, oltrechè alla disgregazione della Banca, del lavoro, di 800 colleghi che non lavoreranno più qui.

Io e i miei compagni di un probabile viaggio, non saremo più 800 voci di un coro; non saremo più 800 persone ma 800 voci di un bilancio, nonostante l ‘azienda si dimostri bipolare continuando ad affermare che “valorizza”, che “ascolta” le persone, ma poi se ne disfa di 800 .

E quanta amarezza e quanta rabbia quando leggo le dichiarazioni fatte mesi fa da chi ci dovrebbe governare, che mi avevano fatto sperare che qui in BNL “era qualcosa di diverso” e che diverso potesse essere il futuro.

E parole come :“… un Piano che continuerà ad avere la relazione umana come elemento distintivo..”.. “Continueremo a mettere al centro la soddisfazione di noi colleghi ..” riecheggiano, vuote e si perdono inghiottite nel buio di questa tempestosa notte di mezza estate.

E’ d’obbligo, cara dirigenza, ricordarvi il complesso dei valori e l’essenza di quell’imprenditore illuminato che è stato Adriano Olivetti.

Un esempio, che può e deve far riflettere molti nostri manager sulla considerazione reale del valore del Capitale Umano, un pensiero che ahinoi si è rarefatto negli anni e che via via è sempre più venuto meno anche nella mia vita lavorativa.

Taluni dovrebbero rendersi conto che per essere veri manager nel 2021 non può e non deve significare essere ‘modaiolo’, di ‘”tendenza “, limitandosi al “copia e incolla” di piani industriali e all’ abbattimento del capitale umano.

All’opposto occorre ripartire proprio da imprenditori come Olivetti analizzando a fondo il suo pensiero ,ancor più necessario oggi alla luce delle profonda crisi sociale derivata dalla pandemia.

«La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? (…)

E Voi siete davvero sicuri, manager di BNL, di pensare alla Banca per l’Uomo?

Io, nelle vesti di Uno, Nessuno o Ottocento vorrei ricordarvelo, gridarvelo in modo chiaro , con le parole lo spirito autenticamente “Olivettiano”:

«Io voglio che lei capisca il nero di un lunedì nella vita di un operaio. Altrimenti non si può fare il mestiere di manager, non si può dirigere se non si sa che cosa fanno gli altri».

«Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo».

Questo modo di pensare dovrebbe davvero albergare nel vostro cuore e nella vostra testa e non esser utilizzato solo come uno slogan promozionale, uno dei tanti passi di un galateo del bravo imprenditore studiato a memoria e recitato distrattamente senza anima.