Affogare in un bicchier d’acqua

Piano industriale BNL: i numeri sono ottimi, ma per fare più utili, l’azienda ha in programma di vendere i suoi lavoratori
L’incontro del 21 ottobre, fra Organizzazioni Sindacali ed azienda ha purtroppo registrato delle posizioni ancora completamente antitetiche e distanti.
La rappresentanza sindacale, consapevole del proprio ruolo e dell’enorme responsabilità di cui è portatrice, ha continuato a cercare di intavolare una discussione costruttiva con l’azienda, proponendo a più riprese il ricorso a strumenti alternativi – più volte utilizzati nel settore e che ci hanno sempre consentito, anche in BNL, di salvaguardare le lavoratrici ed i lavoratori – al fine di non far fuoriuscire nessun lavoratore dal perimetro aziendale.
L’azienda vuol continuare sulla sua strada, incurante del tentativo di dialogo e delle pesantissime ricadute che questo piano avrebbe, non solo sulla condizione dei colleghi che vorrebbero buttar fuori, ma più in generale del clima che da oggi in poi si respirerebbe in BNL.
Lo abbiamo detto e lo ribadiamo con forza: questa procedura riguarda tutti noi lavoratori di BNL!
Rete Agenzie
Riguarda la rete, dove i lavoratori continuano a vivere situazioni insostenibili sia a livello professionale che umano, dove il personale è drammaticamente carente sotto il profilo numerico, poiché non si assume del personale per rafforzare gli organici ma si ha come unica linea di sviluppo quella di incrementare le partite iva.
Va considerato che il piano prevede la chiusura di 135 agenzie con conseguenti demansionamenti e cambi ruolo, mobilità geografica, nonché la sostituzione del personale con gli agenti in quei comuni in cui l’agenzia verrà chiusa e rimpiazzata da un centro finance.
Canali Remoti
Riguarda anche il mondo dei canali remoti della banca, che sarà fortemente impattati dai cambiamenti previsti dal piano e che per la loro natura da sempre sono settori a rischio esternalizzazione.
Direzione Generale
Riguarda la direzione tutta, poiché questa procedura è solo il preludio di nuove esternalizzazioni. Su questo la banca ha esposto una posizione particolarmente critica e inaccettabile: a suo dire, questo piano è necessario perché, nonostante i ragguardevoli risultati raggiunti (e più volte sbandierati su Echo’net e sulla stampa) non possono sapere se lo scenario sarà altrettanto positivo anche in futuro, e quindi è necessario giocare d’anticipo attraverso il solito mantra del contenimento dei costi.
Se questo è il presupposto, come possiamo sapere se fra qualche tempo non aprirà una procedura simile per altri comparti?
D’altronde, a parer loro, “del doman non v’è certezza…” L’unica certezza è che il conto lo pagheranno sempre tutti i colleghi.
Mobilitazione
Le posizioni sono dunque sempre più distanti: riteniamo che una trattativa sia il modo migliore per garantire al meglio le lavoratrici ed i lavoratori di BNL e, pertanto, abbiamo dato un’altra possibilità all’azienda per tornare sul tavolo e discutere di soluzioni alternative che non prevedano fuoriuscite per nessun collega.
Se la banca intende continuare con la sua linea di miope intransigenza, chiameremo tutti i dipendenti della BNL alle assemblee prima, e alla mobilitazione poi.
Sia chiaro a tutti: questo Sindacato non è disponibile ad avvallare, tantomeno a firmare piani che prevedano la cessione di colleghi.
La nostra azienda è in salute e non si è ravvisato in alcun modo il motivo di certe operazioni.
Ne va del futuro della nostra azienda, e di tutti noi lavoratori