CESSIONE IT: ALTRO PASSO FALSO DI BNL ATTENZIONE A CIO’ CHE VI PROPONGONO

Come noto BNL sta concretamente considerando la cessione del “preteso” ramo d’azienda comprendente i dipendenti operanti nel comparto “IT”, relativamente al quale la procedura di legge si è conclusa senza accordo sindacale.

Al riguardo, è ormai avviato il procedimento di convocazione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati che saranno convocati individualmente dall’azienda (per il tramite di una apposita procedura digitale) con l’obiettivo di sottoporre loro un accordo individuale contenente le condizioni riservate, con l’evidente finalità di sanare potenziali illegittimità dell’operazione contrattuale prefigurata e di negoziare, su un piano di maggior forza per la banca, o imporre eventuali condizioni per disciplinare la cessione del rapporto di lavoro.
Come già detto nel nostro precedente comunicato sindacale è stato costituito un coordinamento legale nazionale composto da 5 avvocati delle OO.SS di Bnl che ha anche l’obbiettivo di fornire indicazioni comportamentali da assumere anche in vista delle predisponende iniziative.

Sin d’ora, non può che raccomandarsi vivamente (al fine di non mortifcare le tutele previste dalla legge) di NON sottoscrivere le “proposte” formulateVi mediante specifica accettazione, sia qualora tale comunicazione contenga i riferimenti alla tipologia di operazione contrattuale congegnata (cessione di ramo d’azienda con i possibili richiami all’articolo 2112 del codice civile e/o all’articolo 47 della legge 428/1990) sia nell’ipotesi in cui essa richiami altre fattispecie normative come, a titolo di esempio, la cessione individuale di contratto (prevista e disciplinata dall’articolo 1406 e seguenti del Codice civile e che richiede l’esplicito consenso del lavoratore).

Soprattutto è bene evitare la sottoscrizione di alcun testo proposto dall’azienda, in quanto questo potrebbe contenere la rinuncia al diritto di opporsi alla cessione e di presentare il relativo ricorso, magari in cambio di tutele di rientro nell’azienda cedente che, per come formulate, resterebbero solo ipotetiche.

Ricordiamo che tale impostazione è stata respinta dai Sindacati al tavolo negoziale.

Iniziative difformi dal comportamento qui suggerito (coincidenti con l’accettazione implicita e/o esplicita delle proposte e dei documenti aziendali) impedirebbero di fatto qualsivoglia successivo ricorso al competente Giudice del Lavoro.

Comprendiamo che ci sia una pericolosa confusione in chi – allo stato attuale – deve ricevere esclusivamente la piena ed indifferibile tutela della posizione individuale economica e contrattuale e per questo le Organizzazioni Sindacali ed i loro legali vigilano su ogni passaggio e restano a disposizione per ogni chiarimento.

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