Conciliazione lavoro con lavoro?

Si è chiuso a gennaio il sondaggio sullo smart working a cui abbiamo invitato a partecipare i nostri colleghi giacché i dati richiesti all’azienda sull’utilizzo di questa modalità di lavoro da parte dei lavoratori non sono mai stati forniti, quasi che l’azienda non fosse in
grado di sapere:
• quando i colleghi vi fanno ricorso;
• quanto dura una ‘giornata’ di lavoro in smart;
• quante siano le ore lavorate oltre l’orario o di sabato o domenica.
L’impossibilità di quantificare il fenomeno e di evidenziare le eventuali criticità ci ha spinto a chiedere direttamente ai colleghi, che ringraziamo per aver risposto numerosi (in più
di 500!), e dalle cui indicazioni emerge un quadro preoccupante e un uso distorto dello
strumento i cui dettagli sono rappresentati nei grafici.

Dall’analisi risulta che:
• il ricorso allo SW è ampio e oltre i due terzi dei colleghi indicano di fruire regolarmente dei 10 giorni mese (limite massimo mensile previsto da CCNL);
• quasi la metà dei rispondenti indica di lavorare da remoto di sabato o domenica oppure oltre l’orario;
• solo il 10% dei colleghi risponde di usare lo smart working per conciliare vita e lavoro e le restanti risposte sull’utilizzo dello strumento riconducono a:
a) pressioni da parte dei responsabili
b) promesse di avanzamento di carriera
c) carichi di lavoro eccessivi
E sui carichi di lavoro l’azienda dovrebbe interrogarsi, visto che quasi il 90% dei colleghi indica che in smart lavora oltre l’orario, il che si traduce in centinaia di ore al mese non retribuite.

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