Discriminazione della donna nel mondo del lavoro: dalla carriera al gender pay gap

Nel mese in cui ricordiamo l’importanza della celebrazione della Donne come essere umano uguale per diritti e identità all’uomo, ci preme affrontare il tema della discriminazione ad ampio raggio perché evidentemente quella uguaglianza tanto paventata non è stata ancora raggiunta. Perché sebbene siamo partiti da una tragedia per poter celebrare la Donna, come sempre in questo mondo, a oggi siamo ben lontani dal ritenere di aver raggiunto un rapporto egualitario con l’altro sesso in ogni ambito, soprattutto in quello lavorativo con tutto quello che ne consegue.

Le discriminazioni più basiche riguardano per l’appunto anzitutto la carriera, Charlotte Whitton, prima Sindaca donna di Ottawa, diceva già nell’ottocento che le donne devono fare tutto due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà. Dover lavorare duramente e molto più degli uomini per ottenere un inquadramento pari a quello dei nostri colleghi è forse l’emblema della prima discriminazione della donna correlata al lavoro. In materia di pari opportunità questa discriminazione viene definita soffitto di cristallo, ed è emblema per l’appunto di una barriera invisibile eppure costantemente presente, che penalizza il successo delle donne.

Il secondo aspetto è legato alla parte salariale che, come ribadiamo sempre, è fortemente compromesso ancora oggi, anzi come riportato da alcune recenti statistiche, si azzererà tra 200 anni, grazie al prolungamento in tal senso dipeso dalla pandemia, che ha portato moltissime donne a dover rinunciare totalmente o parzialmente al lavoro per accudire i figli.

UNISIN/CONFSAL sente la responsabilità di tutelare il futuro delle giovani generazioni, attraverso un impegno costante che ci vedrà in prima linea come sempre. UNISIN/CONFSAL a fianco di tutte le donne sempre, non soltanto l’8 marzo.

 

Milena Di Fina
Coordinamento Nazionale UNISIN Donne & Pari Opportunità