E SONO 7 (LE CONDANNE)

Quella di ieri è la settima sentenza di condanna della Bnl sulle cessioni di ramo. Il giudice afferma che “difettando tutti i presupposti applicativi dell’art. 2112 c.c., difettando l’autonomia

funzionale dei rami ceduti, i rapporti di lavoro dei ricorrenti non avrebbero potuto essere trasferiti

alla cessionaria senza il loro consenso ex art. 1406 c.c..

Da ultimo si rileva che di recente in analoghe fattispecie il Tribunale di Roma sezione lavoro

con dispositivi di sentenza n. 3747/2024, 3749/2024, 3752/2024, 3754/2024, pubblicati il

27/03/2024 ha dichiarato “l’illegittimità della cessione del ramo di azienda impugnata e della

cessione del rapporto di lavoro degli ulteriori ricorrenti indicati in epigrafe e dispone il ripristino

del rapporto di lavoro di tali ricorrenti con la società convenuta BNL s.p.a. cedente a decorrere

dall’1/06/22; condanna le società convenuta ed interveniente, in solido, al pagamento delle spese di

lite….”.

Per le considerazioni che precedono deve essere dichiarata l’illegittimità delle cessioni di

rami di azienda del 01/06/2022 da BNL S.P.A. ad Accenture Services and Technology S.r.l., e

della cessione del rapporto di lavoro degli ulteriori ricorrenti, e, per l’effetto, BNL S.P.A. deve

essere condannata a ripristinare il rapporto di lavoro degli ulteriori ricorrenti a far data dal

01/06/2022, con ogni conseguenza giuridica ed economica”.

Ogni ulteriore commento è superfluo.

E arriveranno ulteriori sentenze.

 

Tommaso Vigliotti

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