LA BUSTA PAGA

È il documento, riferito ad un preciso periodo della retribuzione, che il datore di lavoro deve consegnare al lavoratore. Uno dei principali elementi della busta paga è la voce relativa al netto da liquidare al lavoratore. Questo scaturisce dalla sommatoria di elementi positivi (competenze fisse e variabili) e negativi come i contributi a carico del lavoratore, l’IRPEF, le addizionali regionali e comunali ed eventuali altri voci sottratte come pignoramenti e cessioni del quinto. Il cedolino è scomponibile in quattro macro–aree:
1. Parte alta: Elementi fissi della retribuzione;
2. Parte centrale: Elementi variabili della retribuzione in termini di competenze come gli straordinari e di trattenute come le assenze non retribuite;
3. Parte medio-inferiore: Trattenute per contributi INPS, tassazione IRPEF, addizionali regionali e comunali;
4. Parte inferiore: Ferie e permessi maturati.

LEGGE DI BILANCIO 2024: LE 5 MISURE CHE MODIFICANO LA BUSTA PAGA
Per il 2024, il netto in busta paga subisce qualche modifica per effetto delle 5 seguenti misure:
1. Taglio cuneo fiscale;
2. IRPEF, passaggio da 4 a 3 aliquote;
3. Variazione soglia dei Fringe benefit;
4. Bonus mamme lavoratrici;
5. Detassazione Premi di produttività;

TAGLIO CUNEO FISCALE
Proroga dello sgravio per il 2024. L’aliquota contributiva scende:
● Del 7% a fronte di retribuzione imponibile non superiore a 1.923 euro mensili;
● Del 6% in caso di retribuzione imponibile non superiore a 2.692 euro mensili.

Per i titolari di retribuzioni non superiori a 2.692 euro, il valore del bonus contributivo sarà di circa 108 euro mensili, calibrato in relazione all’importo erogato e dunque dei contributi dovuti. Per i titolari di retribuzioni non superiori a 1.500 euro, il bonus in busta paga permetterà di beneficiare di un risparmio di circa 75 euro. Per i titolari di retribuzioni fino a 1.000 euro, il bonus sarà di 50 euro.

IRPEF, PASSAGGIO DA 4 A 3 ALIQUOTE

Dal 1 gennaio 2024 viene eliminato il secondo scaglione IRPEF. Fino al 2023, quattro gli scaglioni previsti, ognuno con aliquota IRPEF propria:
● 23% fino a 15.000 euro;
● 25% da 15.000,01 a 28.000 euro;
● 35% da 28.000,01 a 50.000 euro;
● 43% oltre 50.000 euro.
Nel 2024 le aliquote IRPEF passeranno da quattro a tre:
● 23% per i redditi entro i 28.000 euro;
● 35% per i redditi superiori a 28.000 euro e fino a 50.000 euro;
● 43% per i redditi che superano i 50.000 euro.
Anche l’accorpamento delle prime due aliquote IRPEF inciderà sul netto in busta paga.

VARIAZIONE SOGLIA FRINGE BENEFIT
La detassazione ordinaria, pari a 258,23 euro era stata ampliata per il 2023 (3.000 euro, per i lavoratori dipendenti con figli). Dal primo gennaio 2024, cambiano i limiti dei fringe benefit:
● 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti;
● 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli a carico.
Ricompresi nei Fringe benefit anche le spese relative all’affitto della prima casa, le somme erogate per il pagamento o il rimborso delle bollette e gli interessi sul mutuo.

BONUS MAMME LAVORATRICI
Viene introdotto il bonus mamme 2024: esonero contributivo per madri con tre o più figli con funzionamento simile alla misura del cuneo fiscale. L’esonero è pari al 100% dei contributi previdenziali riconosciuto in busta paga alle lavoratrici con contratto a tempo indeterminato per un massimo di 3.000 euro. Per il solo 2024, la misura viene estesa anche al caso di due figli. Si può accedere al bonus fino al raggiungimento del decimo anno del secondo figlio e del diciottesimo per il terzo.

DETASSAZIONE PREMI DI PRODUTTIVITÀ

Nel 2024 si riduce l’imposta sui premi di produttività: l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui premi di produttività si riduce al 5% (aliquota ordinaria 10%).