LA SASSATA WEB 149 – IN ATTESA DELLA COMMISSIONE PRESSIONI COMMERCIALI

Milena Di Fina

Avremmo voluto parlare di pressioni, manager, ansie, budget, mail continue, “appuntamenti fantasma”, territori migliori o peggiori di altri, oc da lavorare con il manager accanto per mettere quel friccico in più e sperare che il collega ne tragga frutto! Ecco, avremmo voluto parlare di tutto questo nelle sedi opportune, quelle della Commissione Pressioni Commerciali, ma visto che tarda a riunirsi, nel frattempo mettiamo nero su bianco tutto quanto arriva dai territori. Solo negli ultimi mesi lo abbiamo fatto, tra gli altri, per Toscana Nord e per il Direct di Roma, ora ci vediamo costretti a farlo anche per l’Emilia, anche se, ci tengo a sottolinearlo, queste pratiche sono comuni a tutti: siamo subissati di telefonate o mail che arrivano da tutti i territori e denunciano pratiche scorrette. Ma torniamo all’Emilia: cari manager, l’avete deciso voi (o se l’ha deciso il business a Roma, l’avete accettato a testa bassa senza profferire parola) che bisognava fissare 5-6-7 appuntamenti al giorno con T+10. Sempre alcuni di voi avevano, giustamente, consigliato alle colleghe e a i colleghi, di riempire l’agenda con ogni mezzo (evidentemente le pressioni le subite anche voi e non sapete gestirle) pur di ottenere il risultato che viceversa era assolutamente ingestibile. Ora ci venite a dire, che il fenomeno degli “appuntamenti fantasma” è un tema delicato e dannoso per l’NPS?!
Quelli che lavorano tutti i giorni in filiale, quelli che fanno i gestori Direct o CSC, lo sanno bene. Sanno quanto dall’inizio tutta questa storia non avesse alcun senso, ma non erano i soggetti deputati a controbattere le scelte del mercato. Dovevate farlo voi. Non è affinando il metodo con la pianificazione maniacale dell’agenda o gli affiancamenti punitivi sulle oc che potete sperare di far vendere più polizze o far fare prestiti, perché infatti i risultati non arrivano o forse non arrivano i numeri stellari che avevate promesso al business.
Da Toscana Nord ci arrivano invece soluzioni bizzarre: non si autorizzano più gli avvisi di accredito se da un disinvestimento diciamo di 50 mila euro, il gestore FPA “non sia in grado” di reinvestire altrettanto o se ci sia liquidità aggiuntiva da investire e non sia stata considerata! Simpatico vero? Cioè i nostri clienti non possono fare quello che vogliono con i loro soldi per alcune delle nostre manager e soprattutto il gestore FPA viene umiliato in questo modo dopo il lavoro svolto! Ditemi se non è vergognoso! Ditemi come si può dopo continue sollecitazioni dover assistere ancora ad abusi di questo genere! E sono sempre le stesse manager che utilizzano linguaggi non consoni (per usare eufemismi) con i direttori di filiale. Ci sarà un limite a tutto o dobbiamo denunciare in altre sedi?
Vi garantiamo che le colleghe e i colleghi sono pressati, alcuni vessati, altri prendono tranquillanti, tutti in ogni territorio e in ogni filiale, nei Direct e nei CSC, ripeto tutti sono d’accordo nel dire che così non si può andare avanti.