LA SASSATA WEB: ARTEMISIA E I CENTRI ANTIVIOLENZA: UN PRESIDIO ESSENZIALE – N.100

di Milena Di Fina e Chiara Vicerdini

Abbiamo avuto l’onore e il piacere di incontrare due esperte del Centro Antiviolenza Artemisia di Firenze, le dottoresse Elodie Migliorini (Consiglio Direttivo e coordinatrice formazione) e Benedetta Faldi (Coordinatrice eventi di informazione e sensibilizzazione). Erano tanti i temi che volevamo analizzare con loro, lo abbiamo fatto in punta di piedi consce che certe tematiche hanno bisogno di ben più di un colloquio, esse vanno sviscerate e approfondite costantemente e a vari livelli.

Da questo incontro ne abbiamo tratto che è proprio la sensibilizzazione portata avanti da Artemisia e da altre onlus, che ha generato una consapevolezza maggiore nelle donne che si trovano ad affrontare la violenza. Si è abbassata l’età media delle donne che denunciano le violenze subite, grazie al lavoro di educazione e informazione fatto, le donne riescono a chiedere aiuto prima e ad uscire dalla relazione di maltrattamento tossica. È questo un dato positivo, indice del buon lavoro svolto, ma soprattutto della consapevolezza che tanto ancora bisogna farne per arrivare a tutte e a tutti, per cambiare e stravolgere la cultura misogina e prevaricatrice di taluni uomini sulle donne.

Siamo circondati ad esempio, da una costante narrazione giornalistica della violenza che giustifica, normalizza e serve a proteggere la violenza domestica stessa, per questo le esperte del Centro Artemisia parlano di un’urgenza del cambio culturale che faccia smettere di leggere titoli simili: uccisa per troppo amore, l’amava troppo e non accettava di essere lasciato, e altre affermazioni che purtroppo mandano messaggi sbagliati e riflettono il retroterra culturale patriarcale nel quale siamo immersi.

I Centri Antiviolenza, in Toscana uniti nella rete TOSCA e non solo, accreditati presso la Regione quale quello di Artemisia, sono indispensabili sul territorio, essi servono per molteplici ragioni: effettuano una prima valutazione del rischio che indica il percorso da fare, assicura protezione, aiuta la donna a sottrarsi al controllo dell’oppressore e la prepara a una uscita strutturata in cui avrà gli strumenti per ricominciare a vivere. Le operatrici del Centro sono in continua formazione per poter dare a chi ne ha bisogno risposte mantenute nel tempo.

Per quest’ultima ragione, Artemisia si avvale di finanziamenti dalla Regione e dal Comune, ottiene fondi dai molteplici progetti finalizzati al finanziamento di attività specifiche, di autofinanziamento, dalle donazioni e dai regali di Natale. Le donne vittime di violenza, non ricevono infatti soltanto assistenza psicologica, ma anche e soprattutto aiuto in percorsi per uscire dalla violenza e per l’autonomia, talvolta anche sostegno economico all’interno di progetti personalizzati, tutela legale e, quando necessario, protezione all’interno delle case rifugio per sé e i propri figli.

Da questa nostra intervista, si è rafforzata l’esigenza di parlare di violenza in ogni ambito, anche in quello aziendale dove lavoriamo, per scongiurarne ogni forma e per portare a conoscenza delle persone che leggeranno l’esistenza di questa rete disposta ad aiutare le vittime di violenza. Dobbiamo uscire dal luogo comune che la violenza sia solo fisica, esiste la violenza psicologica più difficile da individuare e da debellare, e ultimo ma non ultimo, dobbiamo ricordarci che le donne sono oggetto di violenza tutto l’anno, non solo il 25 Novembre oppure l’8 Marzo. Dobbiamo partire dall’abbattimento degli stereotipi di genere da cui non siamo avulsi completamente, per sradicare la cultura odierna e permettere alle generazioni future di crescere scevre da pregiudizi di ogni sorta.