LA SASSATA WEB N.134 – C’era una volta…

C’era una volta, tanto tempo fa e in un paese lontano lontano, Democrazia. Era una signora molto vecchia di cui inizialmente tutti avevano paura, col tempo però iniziarono a volerle bene, a non poter fare a meno di lei. Era una vecchina così amabile, così gentile, così aperta a tutti che difficilmente poteva risultare fastidiosa specie a chi sognava una società più giusta. Le si poteva chiedere qualsiasi cosa e chiunque poteva trarre giovamento dai suoi insegnamenti. Democrazia e Sindacato erano buoni amici, erano sempre andati molto d’accordo negli anni, e nessuno li metteva in discussione, tranne in un ventennio lontano lontano e mai più replicabile, nel quale ogni associazione venne abolita. Di cose insieme, quei due, ne avevano fatte tante, per lo più assai ragionevoli e di interesse per la collettività. Entrambi erano consapevoli che per mantenere il loro status avrebbero dovuto lottare e andare a braccetto, perché l’una non poteva fare a meno dell’altro.

Sindacato aveva la schiena dritta, quella di chi ha sempre fatto tutto soltanto per il bene delle Lavoratrici e dei Lavoratori, senza chiedere in cambio alcunché e senza nessun ritorno personale: è così che gli aveva sempre insegnato Democrazia e allo stesso modo aveva sempre messo in pratica Sindacato.

Venne però un giorno nel quale il Padrone decise di provare a sopraffare Sindacato, siccome con la dialettica e la ragione non era in grado di avere successo, decise di mettere in atto il suo piano malefico usando ogni mezzo, anche la forza, rispolverò i suoi cannoni spenti da tempo per soggiogare Sindacato e tutto quello che rappresentava: migliaia di colleghe e colleghi oltre a ideali e giustizia. Fu un periodo assai buio, qualcuno arrivò a pensare che Padrone fosse più forte di tutti i colleghi e le colleghe messi assieme, qualcun altro rise financo non capendo, ahimè, che il bavaglio una volta messo a uno oggi può toccare a quell’altro domani! Fu proprio questo a dare la forza ai più vispi e arguti per rialzarsi dopo lo scossone iniziale, la faccenda ottenne il risultato opposto rispetto alle attese del Padrone: una moltitudine di lavoratori e lavoratrici si indignarono, non lasciarono Sindacato da solo e trovarono in questo scontro col Padrone per non essere imbavagliati la via maestra!

E così la Signorina Libertà (De Andrè ci scuserà per il prestito) potrà tornare a prender posto accanto agli altri, Democrazia e Sindacato, e mai più schiacciata, zittita, derisa o imprigionata potrà splendere più di ogni altro per ristabilire nel mondo Autodeterminazione, Emancipazione e Diritto… e vissero tutti felici e contenti!

 

Noi di UNISIN abbiamo ben imparato gli insegnamenti di Sindacato, Democrazia e Libertà e li difenderemo ad ogni costo!

Milena Di Fina e Lorenzo Lerda