La Sassata Web N.141 -L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro… precario!

Di Pierluigi Falasca

Potrebbe essere la riformulazione della prima frase della nostra Carta Costituzionale ad opera di chi, nella nostra azienda, ha messo in atto un processo di sostituzione di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato a favore di “colleghe e colleghi” legati alla nostra azienda da un mandato di agenzia come agenti monomandatari.

Ora, se già poco accettabile la natura stessa del rapporto fondato sull’incertezza di una seppur minima stabilità economica (con tutti i risvolti sociali che ne derivano: crearsi una famiglia, figli, rinuncia alle tutele di un CCNL, fondo pensione, cassa sanitaria e di tutto quanto un rapporto di lavoro subordinato prevede), è totalmente inaccettabile se questo si innesta in un processo di “efficientamento” che prevede uscite per alcune centinaia di colleghe e colleghi.

Entrando un pochino di più nel dettaglio, salta subito agli occhi come negli ultimi mesi si sia assistito ad un aumento di agenti legati alla struttura di Financial Banking (poco meno di 400 circa) allocati all’interno delle filiali, i cui compiti sono speculari alle attività svolte dai gestori retail (apertura conti, prestiti, mutui ecc.) e che lavorano fianco a fianco ad essi, evidenziando ancora di più la disparità soprattutto in termini di diritti.

E’ evidente come il combinato disposto fra, quanto descritto nel piano industriale, e quanto contenuto nelle ultime procedure, in particolare in quella della riportafogliazione della clientela oltre a quanto evidenziato nel processo di efficientamento, stia evidenziando una precarizzazione del lavoro finalizzata esclusivamente ad una drastica riduzione dei costi (pur mantenendo la presenza fisica nelle filiali) a tutto vantaggio di un sempre crescente obbiettivo di redditività.

Come fa ad essere credibile un’azienda che promuove e da risalto ad iniziative ad alta valenza sociale, che fa dell’inclusione, della parità dei diritti il suo fiore all’occhiello se poi in sordina scardina i più elementari diritti dei lavoratori saltando a piè pari il CCNL affidando alcune proprie attività commerciali tipiche a “colleghe e colleghi” la cui unica differenza è data dalla natura del rapporto di lavoro?