METTIAMOCI FACCIA E FIRMA, FACCIAMOLO PER LA DIGNITA’ DEL LAVORO!

La battaglia contro la precarietà e il jobs act è stata da sempre per UNISIN BNL al centro dei nostri dibattiti, delle nostre lotte, scioperi e manifestazioni che negli anni ci hanno visto coinvolti. Il tema del lavoro e della dignità che ne consegue parte da un concetto molto semplice che negli anni abbiamo fatto sempre più nostro: non c’è futuro se non c’è lavoro, da questo assunto così semplice gli esempi che potrebbero farsi sono centinaia, proprio questi ci hanno fatto scendere in piazza, raccogliere firme, organizzare scioperi e scrivere comunicati.

La nostra è sempre stata una battaglia di civiltà mentre le giovani generazioni perdevano ogni fiducia nel futuro e nel lavoro, e a ragione, visto che a essere smantellata era proprio la Legge 300 del 1970, togliendole l’anima e il bene più prezioso: l’articolo 18. La precarietà è tutta qui, l’aver rimosso dei diritti fondamentali e imprescindibili per tutti i lavoratori, destrutturandoli e creando una frattura generazionale senza precedenti che ha portato negli anni a implementare i dati già allarmanti della disoccupazione. La nostra linea è sempre stata chiara e univoca: non abbiamo mai ammesso che a fronte di un licenziamento illegittimo, ci potesse essere un rimedio diverso dalla reintegra nel posto di lavoro, tutela ben lontana nella logica e nel merito, dall’indennità prevista dal jobs act.

Aderiamo con forza e con ogni mezzo dunque, alla raccolta firme indetta dalla CGIL (https://www.cgil.it/referendum/referendum-popolari-2025-per-il-lavoro-ci-metto-la-firma-g8o29e12) per sostenere il Referendum abrogativo di leggi inique e sbagliate fin dalla loro emanazione. I quesiti referendari sono i seguenti:

  1. Abrogazione delle norme che impediscono il reintegro in caso di licenziamenti illegittimi, per consentire alle imprese di reintegrare anche quei lavoratori assunti dopo il 2015;
  2. Abrogazione delle norme che facilitano i licenziamenti illegittimi nelle piccole imprese, e far sì che sia il giudice caso per caso a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite.
  3. Abrogazione delle norme che hanno liberalizzato l’utilizzo del lavoro a termine, e cancellare la liberalizzazione dei contratti a termine.
  4. Abrogazione delle norme che impediscono, in caso di infortunio sul lavoro negli appalti, di estendere la responsabilità all’impresa appaltante, affinché la responsabilità sia solidale in caso di infortunio e malattia professionale.

La partecipazione al referendum, metterci la faccia lasciando la propria firma in un banchetto o online è soltanto una questione di dignità, di ridare dignità al lavoro e dunque a tutti i lavoratori e le lavoratrici, ma è anche una battaglia civile per estendere i diritti a tutte e a tutti, come aveva fatto lo Statuto dei Lavoratori.

 

Firma qui https://www.cgil.it/referendum/referendum-popolari-2025-per-il-lavoro-ci-metto-la-firma-g8o29e12

 

La Segreteria di Gruppo UNISIN BNL