NO TIME TO DIE

Non c’è tempo per morire, senza cedere alla visione umanamente povera dei nostri manager, accecati dall’ansia del profitto all’infinito, che li rende indifferenti e cinici sul destino delle vite degli impiegati di banca, categoria che vedono già estinta.

La categoria non è certo più quella descritta nel bel racconto di Pontiggia – La Morte in Banca – grigia ma protetta dall’appartenenza al Tempio dei Soldi. Quel tempio adesso ha le fondamenta più fragili ed i Grandi Sacerdoti vorrebbero scappare portando con sé tutto il tesoro, abbandonando al destino gli altri. Nel farlo, parlano ancora della luce nel futuro mentre ci lasciano alla deriva su canotti bucati. Eppure non tutto è già scritto e determinato perché le alternative per il sistema bancario, in questo momento di evoluzione necessaria, ci sono.

Invece di fare strumentali esternalizzazioni si possono gestire le ricadute derivanti dal fatto di non cedere i lavoratori con gli strumenti di cui la categoria si è dotata da tempo e che la banca pare non intenda utilizzare. La BNL potrebbe avere ancora un futuro di banca generalista se riuscisse a perseguire un piano sostenibile nonostante i tanti fallimenti di tutti i precedenti condotti da personaggi ancora protagonisti. Se dovessimo dare fede ai tanti messaggi della capogruppo di attenzione al sociale, ai dipendenti, alla sostenibilità ambientale, ecc. ci dovremmo confrontare con una parte dialogante, attenta al sociale oltre che al necessario utile economico. Invece ci si confronta con un muro di ottusità. E allora bisogna avere pronto il martello che Ridley Scott usò in un noto filmato pubblicitario per rompere il vetro del Grande Fratello e non arrendersi al fatto compiuto. Si al confronto ma pronti alla battaglia Non c’è tempo per morire.

Bari, 22/10/2021 le RRSSAA di Bari FABI – FIRST – FISAC – UILCA – UNISIN

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