Stai per andare in Pensione ? Congratulazioni !!

Ora dovrai decidere come spendere bene il tuo tempo e il tuo meritato T.F.R. e/o il cd. ”Zainetto”.

Al riguardo ti ricordiamo che esiste sul sito del Fondo Pensione BNL il “Portale Consulenza per Cessazione dal rapporto di lavoro” a cui ti consigliamo di accedere per ricevere una Consulenza specialistica su diversi aspetti attinenti alla Cessazione dal rapporto di lavoro ed in particolare alla gestione del montante dei capitali accumulati nel fondo, il cosiddetto “Zainetto”.

Al servizio si può accedere prenotando un appuntamento con l’Ufficio Consulenza e Assistenza del Fondo dalla sezione del sito “Contatti – consulenza.quifondohttps://consulenza.quifondo.it/ , scegliendo il giorno e l’ora.

Parlando con i Consulenti si potrà avere la simulazione delle diverse opzioni disponibili, che terranno conto delle tassazioni agevolate previste nel caso di:

– liquidazione in un’unica soluzione dello “zainetto”;

– fruizione di una delle diverse tipologie di “rendita” disponibili; o

– dell’interessante alternativa rappresentata dalla

R.I.T.A. (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata)

che comporta l’erogazione frazionata del montante accumulato in rate trimestrali fino al conseguimento dell’età anagrafica di 67 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia.

La R.I.T.A. prevede l’applicazione di un regime fiscale agevolato del 15%, che si riduce dello 0,30% per ogni anno superiore ai 15 di iscrizione alla previdenza complementare, fino ad un minimo del 9%.

Per avere diritto alla R.I.T.A. è necessario che alla data di presentazione della domanda di accesso, sussistano le seguenti condizioni:

  • cessazione dell’attività lavorativa;
  • che tra la data anagrafica di uscita e la data della soglia della pensione di vecchiaia manchino almeno sette mesi;
  • raggiungimento dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i cinque anni successivi alla cessazione dell’attività lavorativa;
  • almeno 20 anni di contribuzione nei regimi obbligatori di appartenenza;
  • almeno cinque anni di partecipazione alla previdenza complementare.

Si potrà destinare alla R.I.T.A. tutto o parte del montante accumulato, che per la parte non disinvestita continuerà a poter beneficiare dei rendimenti del Fondo. Inoltre, relativamente alla posizione residua permane la facoltà di revocare l’erogazione della R.I.T.A. ottenendo, quindi, la liquidazione del montante disponibile; o se ne può chiedere il trasferimento ad altra forma di previdenza complementare. In caso di decesso in corso di erogazione della R.I.T.A. le somme non erogate verranno liquidate agli eredi.

Per l’attivazione della R.I.T.A. e per l’erogazione di ogni rata non verrà addebitato alcun costo.

Per completezza riportiamo che sulla RITA ci potrebbero essere dal 2025 delle modifiche legislative volte a restringerne la fruizione.

 

T.F.R. in Azienda

 

Per chi ha mantenuto tutto o in parte il T.F.R. in azienda sarà il datore di lavoro a provvedere al momento della liquidazione una prima parziale tassazione. Infatti, per le quote maturate sino al 31.12.2000 la tassazione è interamente effettuata dal datore di lavoro, mentre per le quote TFR maturate dopo il 1.1.2001 sono soggette a ritenuta parziale da parte del datore di lavoro, in quanto sarà poi l’Amministrazione finanziaria ad effettuare il calcolo definitivo dell’imposta dovuta sulla base dell’aliquota media IRPEF sui redditi di lavoro applicata al dipendente negli ultimi 5 anni lavorati.

L’Agenzia delle Entrate quindi, entro 5 anni dall’uscita, provvederà alla riliquidazione della tassazione della parte di TFR maturata dall’1/1/2001 e ad emettere nei confronti del contribuente una cartella di pagamento “TFR – CONGUAGLIO D’IMPOSTA” che sarà pari alla differenza tra l’acconto di imposta applicato dall’Azienda al momento dell’uscita ed il saldo, che corrisponde alla tassazione effettivamente dovuta. Per un quadro base o 3A4L l’aliquota media Irpef supera il 30%, quindi il conguaglio d’imposta può superare il 6-7% della cifra liquidata con riferimento al TFR maturato dal 1° gennaio 2001. Si tratta in molti casi di un importo piuttosto consistente, cui è meglio essere preparati.

Richiamiamo l’attenzione che per le attuali normative fiscali le somme del T.F.R. trasferite al fondo pensione, non sono soggette al ricalcolo ed al conguaglio della tassazione di cui sopra. Infatti, una volta confluite nel fondo anche per queste somme, al momento del riscatto varranno le regole e la tassazione agevolata prevista per il fondo pensione consentendo un sensibile risparmio fiscale.

Dalla busta paga (seconda pagina- in basso- riquadro RIEPILOGO ANNUALE INFORMAZIONI TFR) si può verificare se il T.F.R. sia rimasto, tutto o in parte, accantonato in Azienda. In questo caso, se si vuole usufruire della tassazione agevolate prevista per il fondo pensione, o della RITA, si può chiedere di trasferire la propria posizione sul Fondo Pensione aprendo un Ticket alla tripletta:

Helpy>Servizi al Personale>Retribuzioni ed Agevolazioni al Dipendente>Agevolazioni>Anticipo TFR.

Tuttavia, occorre tenere presente che i tempi tecnici richiesti da HR per il trasferimento al Fondo pensione sono di circa due mesi. Pertanto, per essere sicuri che la pratica sia presa in carico da HR, bisogna aprire la richiesta almeno tre mesi prima della data prevista di cessazione dal servizio.

 

Rinnoviamo l’invito a rivolgervi a “Qui Fondo” per avere una Consulenza personalizzata:  https://consulenza.quifondo.it/