Trattativa appesa a un filo

Piano industriale BNL: quando il piano È la ricaduta…

Venerdì nei locali di Palazzo Orizzonte Europa le Organizzazioni sindacali hanno incontrato la delegazione aziendale per il secondo incontro previsto per la procedura di cui all’art. 17 per la riorganizzazione aziendale.

L’azienda ha iniziato fornendo alcune risposte ai quesiti posti dalle Organizzazioni Sindacali nel corso del primo incontro del 5 ottobre, inerenti gli aspetti critici dei due filoni della riorganizzazione.

Rispetto alla riorganizzazione della rete commerciale, che ricordiamo prevede la chiusura di 135 agenzie con conseguente mobilità geografica e funzionale, secondo il desiderio aziendale anche in deroga all’art. 2103 c.c. (e quindi parliamo di demansionamento), il Vice Direttore Generale ha affermato che 298 colleghe e colleghi cambieranno ruolo.

In merito allo stato di attuazione del piano di assunzioni connesso alle campagne Quota 100, l’azienda ha fornito dei dati che hanno sollevato notevoli dubbi da parte sindacale ed una immediata richiesta di ulteriore approfondimento in apposita sede.
Per quanto riguarda il perimetro IT coinvolto nell’ipotizzata operazione di cessione, il Chief Operating Officer ha specificato che la sede di lavoro prevista per la NewCo che dovrebbe contenere il personale IT sarà Via degli Aldobrandeschi 300.

Le Segreterie Nazionali delle Organizzazioni Sindacali hanno espresso unitariamente la propria indisponibilità a proseguire il confronto sulla riorganizzazione, avendo le cessioni di oltre 830 colleghe e colleghi (oltre a quelli di Axepta) che incombono: l’azienda ha un piano B per attuare le misure contenute nel suo piano industriale e nella sua riorganizzazione senza procedere all’esternalizzazione di 830 lavoratori e alla loro espulsione dal perimetro del gruppo?

A questa ennesima sollecitazione l’azienda ha avuto bisogno di ritirarsi per riflettere sulla risposta da dare ai lavoratori e alle lavoratrici di BNL, visto che da ormai 5 mesi è ben chiaro a tutti che le Organizzazioni Sindacali non intendono avallare manovre incomprensibili che, attraverso la riduzione della forza lavoro, impoveriscono l’intera azienda.

La risposta è stata: “questa per noi rimane la miglior soluzione per attuare quanto ci siamo prefissati e per i lavoratori”.

L’azienda, dunque, è disponibile esclusivamente ad un confronto sulle ricadute di queste operazioni di cessione.

Le Organizzazioni Sindacali hanno interrotto l’incontro perché, in un’azienda sana, restano per noi impercorribili strade che sacrificano il 10% dell’occupazione.

Le distanze restano Siderali!

Il Sindacato è contrario ad ogni operazione di cessione e le uniche ricadute che intende gestire sono quelle che possano consentire alle persone di rimanere in azienda e nel gruppo.

Il sindacato, perciò, si riserva di comunicare all’azienda le proprie determinazioni dopo una approfondita riflessione.

Roma, 18/10/2021 Segreterie di Coordinamento Nazionale Gruppo BNL
FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN

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