VADEMECUM DEL SINDACALISTA …COSA È CAMBIATO DAL 13 AGOSTO IN MATERIA DI CONGEDI E PERMESSI.

Il 29 luglio scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 105  del 30 giugno 2022 che è entrato in vigore il 13 agosto pv (cfr allegato) e che apporta diverse modifiche alle normative in tema di paternità, di congedo parentale e Legge 104, Vi inviamo una prima sintetica informativa.

IN ATTESA DELLA CIRCOLARE INPS i lavoratori possono già chiedere i nuovi congedi al datore di lavoro, regolarizzando successivamente la fruizione attraverso la domanda all’istituto previdenziale.

Ma è opportuno verificare che la propria banca di appartenenza abbia recepito le disposizioni.

1.Congedo di paternità

A differenza della previgente disciplina prevista per il congedo obbligatorio del padre:

  • può essere fruito a partire dai 2 mesi prima della data presunta del parto fino ai 5 mesi successivi alla nascita del figlio (non più solamente entro i 5 mesi successivi alla nascita);
  • è raddoppiato a 20 giorni, in caso di parto plurimo (non previsto dalla vigente normativa).
  1. Congedo parentale

Alla luce della nuova normativa, i periodi indennizzabili di congedo parentale sono i seguenti:

  • alla madre, fino al dodicesimo anno(non più solo fino al sesto annodi vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore;
  • al padre, fino al dodicesimo anno(non più solo fino al sesto anno) di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, spetta un periodo indennizzabile di 3 mesi, non trasferibili all’altro genitore;
  • entrambi i genitori hanno altresì diritto, in alternativa tra loro, a unulteriore periodo indennizzabiledella durata complessiva di 3 mesi,per un periodo massimo complessivo indennizzabile tra i genitori di 9 mesi (e non più solo 6 mesi).

All’unico genitore, sono riconosciuti 11 mesi (non più solo 10 mesi) continuativi o frazionati di congedo parentale, di cui 9 mesi (non più solo 6 mesi) sono indennizzabili al 30 per cento della retribuzione ed è applicabile anche al caso di genitore a cui è stato disposto, l’affidamento esclusivo del figlio.

Per i periodi di congedo parentale ulteriori ai 9 mesi indennizzabili per entrambi i genitori o per il genitore solo, è dovuta, fino al dodicesimo anno (non più solo fino all’ottavo anno) di vita del bambino o dall’ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento, un’indennità pari al 30 per cento della retribuzione, a condizione che il reddito individuale dell’interessato sia inferiore a 2,5 volte l’importo del trattamento minimo di pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria.

  1. Permessi di cui all’articolo 33 della legge n. 104/1992

 

Fermo restando il limite complessivo di tre giorni, per l’assistenza allo stesso individuo con disabilità in situazione di gravità, il diritto può essere riconosciuto, su richiesta, a più soggetti tra quelli aventi diritto, che possono fruirne in via alternativa tra loro.

 

Altre novità:

  • la riforma introduce la novità del “convivente di fatto di cui all’articolo 1, comma 36”, della legge 20 maggio 2016, n. 76, tra i soggetti individuati prioritariamente dal legislatore ai fini della concessione del congedo in parola, in via alternativa e al pari del coniuge e della parte dell’unione civile;
  • stabilisce che il congedo in esame spetta anche nel caso in cui la convivenza, qualora normativamente prevista, sia stata instaurata successivamente alla richiesta di congedo.

 

L’INPS ha pubblicato due “Messaggi” informativi  ma deve emettere la Circolare applicativa.